Ciao a tutti...vi scrivo mentre fuori scendono tantissimi fiocchi bianchi...non sò a voi ma a me la neve mi dà felicità!!!
Gli articoli 22 e 23 hanno fatto discutere e riflettere. Nel momento in cui una persona è in grado di autodeterminarsi nessuno mette in discussione la legittimità di una vita privata senza interferenze. Ma cosa succede quando la persona ha una disabilità? Qual'è il confine etico che discrimina l'aiuto dall'interferenza, la tanto attesa riservatezza dalla necessaria e vitale presenza di altri?
L'art. 22 mira a proteggere il diritto alla privacy delle persone con disabilità "sulla base di uguaglianza con gli altri".
"Nessuna persona con disabilità, può essere sogggetta a interferenze arbitrarie o illegali nella sua vita privata, nella sua famiglia, nella sua casa, nella sua corrispondenza, o in altri tipi di comunicazione, o a lesioni illegali al proprio onore o alla propria reputazione. Le persone con disabilità hanno il diritto di essere protette dalla legge contro tali interferenze o lesioni" Art. 22 della Convenzione ONU Internazionale.
L'art. 23 enuncia il tema del diritto alla famiglia, alla sessualità, alla genitorialità delle persone con disabilità e invita gli Stati Parti a "eliminare le discriminazioni" possibili che impediscono il reale godimento del diritto stesso. Al contrario, la persona con disabilità vive una discriminazione a priori!!! Ciao a tutti e mi raccomando fate il pupazzo di neve!!!!
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Ciao Vale,trovo che quello che hai scritto sia giusto perchè tutti devono avere una vita personale,in quanto riguarda solo loro non altri,la privacy è fondamentaleperchè non essere sempre sotto l'occhio do altri ci rende liberi.Lisa
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